Il rapporto dell’Ispra: luci e ombre sulle emissioni di gas serra

01 Giu 2025 | articoli, editoriale

È stato recentemente pubblicato il Rapporto dell’Ispra ‘Le emissioni nazionali di gas serra, la situazione in Italia in vista degli scenari futuri, che delinea il quadro delle emissioni in Italia dal 1990 fino al 2023 (www.isprambiente.gov.it/files2024/pubblicazioni/rapporti/rapporto-399-24-le-emissioni-di-gas-serra-in-italia.pdf).

Ci sono luci e ombre nel Rapporto. Cominciamo con le luci: visti i tempi, ne abbiamo bisogno. 

Nel 2024 le complessive emissioni di gas serra in Italia sono calate del 2,3% rispetto al 2023. Si tratta di una riduzione modesta e inferiore alla riduzione dell’anno precedente allorché le emissioni erano calate dell’11,4 % rispetto al 2022, il miglior dato dopo la Germania (il calo nell’UE era stato complessivamente del 8,3%).

Ma rappresenta un buon risultato per due motivi.

Il primo. Il dato positivo ottenuto è dovuto al settore della produzione di energia elettrica che ha registrato una forte riduzione delle emissioni nonostante un enorme aumento della domanda di energia, non solo in Italia: a livello globale nel 2023 la domanda di energia ha provocato emissioni di gas serra a livelli mai raggiunti prima.

Il secondo. Il calo è stato determinato dal forte incremento dell’uso di energia da fonti rinnovabili che hanno sfiorato il 50% della produzione dell’energia elettrica nazionale. È aumentata, in particolare, rispetto all’anno precedente la produzione di energia idroelettrica (+30%) e fotovoltaica (20%). Quest’ultimo è cresciuto soprattutto nel settore residenziale: oggi 1,6 milioni di famiglie e il 15% della domanda di elettricità di tutti gli edifici residenziali sono servite dal proprio impianto fotovoltaico. Sono inoltre triplicate nel corso dell’anno le comunità energetiche.

Passiamo alle ombre. 

Se il solo settore della produzione di energia elettrica, responsabile di un quarto sul totale delle emissioni, ha provocato il calo complessivo delle emissioni nel 2023, ciò significa che in altri settori le emissioni sono aumentate. Infatti, sono cresciute in particolare le emissioni nel settore dei trasporti che incide attualmente per il 28% delle emissioni complessive di gas serra. E l’onnicomprensiva categoria delle emissioni nei trasporti nasconde il fatto che le emissioni in questo settore sono prodotte per oltre il 90% dal trasporto stradale.

In sostanza, i mezzi di trasporto su strada sono responsabili di una quota di emissioni di gas serra che solo ottime prestazioni di altri settori riescono a contenere. Va detto che la situazione in Italia non è dissimile da quella degli altri paesi: nell’Unione europea rispetto al 1990 le emissioni di gas serra causate dai trasporti sono aumentate del 26%, mentre in altri settori, come l’agricoltura o l’industria, sono diminuite. In questo quadro, appare ragionevole la proposta di revisione del Pnrr approvata il 19 maggio 2025 dal Governo che prevede tra l’altro la concessione di agevolazioni per raggiungere l’obiettivo di sostituire entro giugno 2026 circa 39.000 veicoli a combustione interna con auto elettriche per ridurre le emissioni di gas serra del settore.  

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