Immagino che molti lettori si siano chiesti che cosa succede alle COP sul clima che si prolungano per due settimane o più, spesso senza che quella che ormai è chiamata la diplomazia del clima giunga a delle conclusioni. Questo è un libro fondamentale e commovente per comprendere che cosa davvero succede nel corso di quelle conferenze. Si intrecciano diario, autobiografia, resoconti, acute osservazioni e retroscena da parte di un protagonista. L’autore infatti si è occupato delle trattative sul clima a partire dal 1994, dapprima come rappresentante del Regno Unito presso l’Unione europea, con l’incarico di costruire una posizione comune con gli altri Stati dell’Unione europea in vista della Conferenza di Kyoto del 1998. Dopo Kyoto, è divenuto il responsabile della politica britannica sul clima, occupandosi a tempo pieno della preparazione della posizione del Regno unito nelle varie successive COP. Poi dal 2009 al 2021 ha guidato il team di esperti dell’Unione europea nelle varie conferenze annuali per decidere le azioni da intraprendere per contenere il cambiamento climatico.
Betts offre così un resoconto delle negoziazioni che si sono svolte nelle varie Conferenze dal 2009 al 2021, dove le trattative riguardavano contemporaneamente diecine di argomenti, spiega che cosa l’Unione europea intendesse ottenere e che cosa volessero ottenere gli altri Stati. Spiega anche le varie tecniche poste in essere dagli oppositori, in prima linea gli Stati produttori di combustibili fossili, ma anche gli Stati con economie emergenti, spesso con il sostegno degli Stati poveri che avevano tutto da perdere, per ostacolare o ritardare le decisioni e i progressi sulle iniziative da intraprendere, contestando ogni singola scelta, anche irrilevante, su questioni puramente procedurali. Così, la maggior parte del tempo era dedicata a discutere su questioni prive di importanza.
Betts racconta anche delle trattative che hanno condotto all’Accordo di Parigi, dove ha avuto il ruolo di capo delegazione dell’Unione europea. Molti sono convinti che senza Betts e senza la sua pazienza e la sua capacità di persuasione e di individuazione di punti di consenso difficilmente si sarebbe potuto raggiungere l’accordo. Il merito fu anche del Cartagena Dialogue, un gruppo costituito da Betts dopo la COP di Copenhagen del 2009 con la finalità di raccordare le opposizioni dell’Unione europea con gli Stati più poveri in molte questioni aperte, prima fra tutte quella dei finanziamenti.
Ho scritto che è anche un libro commovente. Perché è il risultato di un impegno che Betts si è assunto quando all’improvviso apprese che aveva pochi mesi di vita e decise che scrivere questo libro sarebbe stato il modo migliore per impiegare il suo tempo.
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