Le modalità di campionamento degli scarichi tra divergenti indicazioni della giurisprudenza amministrativa e di quella penale

02 Nov 2023 | giurisprudenza, amministrativo, in evidenza 2

di Luciano Butti

TAR Basilicata, Sez. I, 21 agosto 2023, n. 499 Pres. Fabio Donadono, Est. Benedetto Nappi – R. A. s.r.l., (Avv.ti Montanaro, Peyrano Pedussia, Petrone) contro Regione Basilicata, Provincia di Potenza, Ministero della difesa, Comando carabinieri per la tutela ambientale e la transizione ecologica e Agenzia regionale per la protezione dell’ambiente della Basilicata – ARPAB (Avvocatura distrettuale dello Stato) e nei confronti di F. s.p.a., Azienda Sanitaria Locale Potenza (Asp), Comune di Melfi

Ai fini del controllo di conformità degli scarichi di acque reflue industriali, la raccolta del campione medio prelevato nell’arco di tre ore costituisce il metodo ordinario di campionamento, ritenuto in via astratta come metodo che garantisce in maggior misura la rappresentatività del reperto da analizzare, mentre il campionamento istantaneo può ammettersi solo in presenza di particolari esigenze che devono essere indicate con motivazione espressa nel verbale di campionamento e comunque solo al fine di ottenere il campione più adatto a rappresentare lo scarico. L’assenza di motivazione in un campionamento istantaneo comporta una violazione procedimentale che impatta in modo dirimente sulla stessa attendibilità del campione così ricavato e delle successive analisi, conseguendone l’illegittimità della presupponente contestazione di inosservanza delle prescrizioni autorizzatorie.

Il problema delle modalità di campionamento degli scarichi

La disciplina legale delle modalità di campionamento degli scarichi industriali è contenuta nell’allegato 5 alla Parte III del Testo unico dell’ambiente (D. Lgs. N. 152/2006). In particolare, tale disciplina prescrive al punto 1.2.2., rubricato “determinazioni analitiche“, quanto segue: “Le determinazioni analitiche ai fini del controllo di conformità degli scarichi di acque reflue industriali sono di norma riferite ad un campione medio prelevato nell’arco di tre ore. L’autorità preposta al controllo può, con motivazione espressa nel verbale di campionamento, effettuare il campionamento su tempi diversi al fine di ottenere il campione più adatto a rappresentare lo scarico qualora lo giustifichino particolari esigenze quali quelle derivanti dalle prescrizioni contenute nell’autorizzazione dello scarico, dalle caratteristiche del ciclo tecnologico, dal tipo di scarico (in relazione alle caratteristiche di continuità dello stesso), il tipo di accertamento (accertamento di routine, accertamento di emergenza, ecc.)“.

La normativa dunque pare chiara: il campionamento medio lungo le tre ore è la regola per gli scarichi industriali, ed è finalizzata a garantire la rappresentatività del prelievo; singole eccezioni sono possibili, e in casi particolari è dunque possibile il campionamento istantaneo, ma solo con motivazione congrua e inserita nel verbale di campionamento.

La sentenza del TAR Basilicata e la giurisprudenza amministrativa

I principi contenuti nella richiamata normativa sono da decenni costantemente applicati dalla giurisprudenza amministrativa.

Di recente, particolarmente esplicita appare la sentenza del TAR Basilicata 21 agosto 2023, n. 499, nei seguenti testuali termini: “In sede di controlli degli scarichi per il rispetto delle prescrizioni dell’autorizzazione integrata ambientale (Aia), il campionamento istantaneo è una eccezione ai prelievi ordinari. La regola prevede la raccolta del campione medio prelevato nell’arco di tre ore, che garantisce in maggior misura la rappresentatività del reperto da analizzare. Sono possibili modalità e tempi diversi delle analisi, e quindi è ammissibile il campionamento istantaneo, ma solo in presenza di particolari esigenze, che devono essere indicate con motivazione espressa nel verbale di campionamento, e comunque solo al fine di ottenere il campione più adatto a rappresentare lo scarico”.

Nel caso esaminato dal TAR, non avendo l’Autorità competente fornito una motivazione congrua né indicato le modalità mediante cui il prelievo è stato effettuato, ne è conseguita l’illegittimità del provvedimento di diffida rilasciato, sulla base di prelievo e successive analisi, nei confronti dell’azienda (negli stessi termini, recentemente, TAR Umbria, 12 agosto 2020, n. 373; in precedenza: Consiglio di Stato, sez. V, 2 dicembre 1988, n. 148; TAR Piemonte, sez. II, 2 febbraio 1990, n. 33; Corte cost. n. 330/1990).

La giurisprudenza penale sulle modalità di campionamento degli scarichi

Un diverso ragionamento viene tradizionalmente seguito sul tema, da decenni, da parte della giurisprudenza penale.

Secondo i giudici penali, infatti, la prescrizione di effettuare, in determinate ipotesi, le analisi su un campione medio ha carattere direttivo e non precettivo, con la conseguenza che il giudice penale, in base al proprio libero convincimento eventualmente suffragato da elementi diversi rispetto alle analisi, può ritenere accertata la violazione dei limiti di emissione degli scarichi anche in presenza di campionamento irregolarmente effettuato con modalità istantanea.

Particolarmente esplicita in questa direzione è la recente sentenza della Cassazione 30 novembre 2022, n. 45434, nei seguenti testuali termini: “Le indicazioni sulle metodiche di prelievo e campionamento del refluo, contenute nell’allegato 5 alla Parte III del Dlgs 152/2006 (campione medio prelevato nell’arco di tre ore), non costituiscono un criterio legale di valutazione della prova e possono essere derogate, anche con campionamento istantaneo, in presenza di particolari esigenze individuate dall’Organo di controllo (ad esempio, caratteristiche del ciclo produttivo, tipo di scarico – continuo, discontinuo, istantaneo – tipo di accertamento)”.

La differenza più sostanziale rispetto alla giurisprudenza amministrativa è che non si ritiene qui che la motivazione debba essere fornita sin da subito, nel verbale di campionamento, ma si ammette che possa emergere anche nel successivo giudizio penale, ad esempio attraverso le testimonianze.

Nella stessa direzione, fra le sentenze più risalenti, Cass 27 settembre 1991 e Cass. 22 gennaio 1992 e, più recentemente, Cass. Penale 6 settembre 2021, n. 32864. Fra le poche decisioni penali in senso contrario, e quindi conforme all’orientamento della giurisprudenza amministrativa e al dato testuale della normativa, Pretura Vicenza 9 dicembre 1991 n. 226, che richiede, per la validità anche penale del campionamento istantaneo, una specifica motivazione nel verbale di campionamento.

Valutazione del contrasto giurisprudenziale e considerazioni conclusive

Un contrasto giurisprudenziale tanto evidente fra giurisprudenza amministrativa e penale costituisce, di per sé, un fattore di disordine nell’ordinamento.

Un chiarimento normativo sull’applicazione corretta delle norme sia in ambito amministrativo che in ambito penale sarebbe perciò auspicabile.

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Luciano Butti, Campionamento.medio.istantaneo.contrasto.giurisprudenziale

Per il testo della sentenza (estratto dal sito istituzionale della Giustizia Amministrativa) cliccare sul pdf allegato.

Sentenza TAR Basilicata

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