La desertificazione in Sardegna: una ferita sempre aperta

01 Lug 2025 | articoli, contributi

SOMMARIO: 1. La desertificazione in Sardegna: una breve premessa; 2. Le variazioni climatiche; 3. Soprattutto le attività antropiche; 4. I processi degenerativi del suolo e della vegetazione; 5. Perché parlare di desertificazione oggi?

  1. La desertificazione in Sardegna: una breve premessa

La Sardegna rappresenta, ad oggi, una delle regioni europee maggiormente esposte al rischio della desertificazione e, ad avviso delle istituzioni locali[i], le cui origini sono da ricercarsi in tre fattori concausali:

  1. le variazioni climatiche;
  2. soprattutto le attività antropiche;
  3. l’incremento dei processi degenerativi del suolo e della vegetazione.

Una rappresentazione più efficace della problematica impone una sintetica disamina di ciascuna causa, nel tentativo di focalizzare gli elementi di caratterizzazione territoriale della desertificazione in Sardegna.

  1. Le variazioni climatiche

Dagli studi compiuti, è emerso che già nel presente e così nel prossimo futuro la Sardegna è interessata da una alta variabilità climatica a livello locale, da un generale incremento delle temperature, dalla maggiore frequenza di eventi meteorologici estremi e dalla riduzione delle piogge su scala annuale, aggravando il fenomeno della siccità[ii].  L’assenza di acqua, connessa alla difficoltà del relativo reperimento sull’Isola, aggrava la condizione di una porzione rilevante del territorio, tale da arrecare limitazioni nell’uso domestico e produttivo della risorsa idrica, a danno del vivere quotidiano e del comparto agro-zootecnico[iii]. Con Deliberazione della Giunta Regionale n. 14/71 del 22 maggio 2024, è stata adottata la Strategia regionale di adattamento ai cambiamenti climatici[iv].

La menzionata strategia svolge un ruolo di primo piano nella prevenzione, nel monitoraggio e nel contrasto al fenomeno della desertificazione del territorio, occupandosi direttamente dei fattori ambientali e climatici che concorrono al degrado del suolo e della biodiversità in Sardegna.

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Tra gli strumenti di attuazione della SRACC, una profonda interazione consultiva e disciplinare dovrebbe instaurarsi con la Strategia Regionale dello sviluppo sostenibile[v], adottata con Deliberazione della Regione Sardegna n. 39/56 del 08 ottobre 2021. In coerenza con la Strategia Nazionale per lo sviluppo sostenibile e con riferimento all’Agenda 2030 dell’ONU, la SRSS è lo strumento regionale che direziona le azioni politiche di carattere settoriale verso una VISIONE DI GOVERNO INTEGRATA della pluralità di elementi di sostenibilità di tutta la società.

Nella SRACC si prende atto che “i cicli di redazione, attuazione e revisione delle due strategie sono temporalmente sfasati, ma legati reciprocamente da molteplici interazioni e influenze”[vi]. Oltre ai comuni principi ispiratori delle Strategie menzionate, la cui trattazione meriterebbe ben altro spazio redazionale, potrebbe sostenersi che, sul piano attuativo, le due Strategie hanno un importante campo di interazione tematica per approfondire, informare, sensibilizzare, monitorare ed intervenire sul problema della desertificazione. Questa area di interazione condivisa è identificabile nel quinto tema strategico della SRSV, denominato SARDEGNA + VERDE[vii], che in breve si propone di:

  1. tutelare la biodiversità,
  2. ripristinare e valorizzare i servizi ecosistemici,
  3. gestire e fruire responsabilmente le risorse naturali,
  4. proteggere il territorio dai rischi connessi agli impatti climatici estremi, sempre più frequenti, quali eventi meteo climatici avversi, rischio idrogeologico, siccità, incendi, ondate di calore ed erosione costiera.
  1. Soprattutto le attività antropiche

Il problema della desertificazione “rispecchia soprattutto il comportamento e la sensibilità dell’uomo nei confronti dell’ambiente che lo circonda”[viii], sia nella vita di tutti i giorni, sia nelle azioni (o nelle omissioni) di intervento istituzionale. Gli eventi siccitosi in Sardegna si acuiscono durante la stagione estiva, non solo per l’innalzamento delle temperature, ma anche per l’incremento di domanda idrica ad uso civile, localizzata nelle zone costiere della Regione, interessate dalla affluenza turistica e dalla  riattivazione di tutto il comparto alberghiero e della ristorazione. Occorre, però, prendere atto che la carenza dell’acqua è presente tutto l’anno, a danno della popolazione residente, e la matrice del disagio risiede nel fatto che le reti idriche della Regione presentano un elevato livello di dispersione, non riuscendo a convogliare correttamente la risorsa idrica verso i sistemi di raccolta[ix]. Tutto ciò determina periodi di forte razionalizzazione erogativa dell’acqua ad uso domestico, imposti dagli enti comunali interessati dal problema. Secondo i dati ISTAT (BES 2023), la Sardegna è la quarta regione italiana con la più alta percentuale di perdite idriche nelle reti comunali, pari al 52,8%, a fronte del valore medio nazionale pari al 42,4%[x]. Insomma, il deficit idrico non rappresenta una componente eccezionale nel processo di desertificazione della Sardegna delineandosi, piuttosto, come una condizione di ordinaria gravità, congiuntamente alla configurazione di insularità che circoscrive il sistema idrico della Sardegna[xi]. La valorizzazione della visione d’insieme per cogliere la complessità del problema idrico ha determinato la scelta, con la Legge della Regione Sardegna n. 19 del 6.12.2006[xii], di elaborare il concetto di Sistema Idrico Multisettoriale Regionale (SIMR), che ricomprende in sé:

  • la componente infrastrutturale: l’insieme delle opere di approvvigionamento idrico e adduzione, considerate singolarmente o perché parti di un sistema complesso;
  • la componente funzionale, ossia la capacità delle opere di alimentare, direttamente o indirettamente, più aree territoriali o più categorie differenti di utenti;
  • la componente teleologica: un sistema finalizzato alla perequazione delle quantità e dei costi di approvvigionamento.

Il reale potenziamento della gestione del sistema idrico in Sardegna, in linea con le dichiarazioni di principio, costituisce l’imprescindibile presupposto per un serio e duraturo processo di tutela della risorsa idrica, a fronte di tutte le modalità di impiego: domestico, professionale e aziendale, e purtroppo emergenziale al fine di contrastare gli episodi incendiari a danno dell’Isola.

Da sempre, il fuoco è un elemento di degrado ambientale, con una violenza lesiva sulla biodiversità. Talvolta, l’accensione del fuoco è utilizzata in Sardegna, come in altre regioni a vocazione agricola e selvicolturale, come pratica di abbruciamento di stoppie, di residui colturali e selvicolturali, di pascoli nudi, cespugliati o alberati, nonché di terreni agricoli temporaneamente improduttivi. In base alle condizioni dei terreni, alla frequenza delle precipitazioni e al rischio di propagazione accidentale, la Regione Sardegna ha calendarizzato la tempistica degli abbruciamenti e ha procedimentalizzato il rilascio delle relative autorizzazioni, rimesse all’Ispettorato forestale competente per territorio[xiii]. L’innesco dell’incendio, doloso o colposo, è agevolato dalla infiammabilità della vegetazione mediterranea, ricca di resine e di olii essenziali e dalla aridità del terreno; potrebbe affermarsi che il pericolo di desertificazione dovuto al fuoco è connesso alle caratteristiche intrinseche della vegetazione e a tutti i parametri insiti nella durata, gravità e frequenza degli incendi.

A tal proposito, le cronache locali riferiscono che nella sola giornata del 15 giugno 2025 sono stati appiccati circa 40 incendi di vegetazione, facilitati dalle temperature localmente molto elevate sul settore orientale e meridionale dell’Isola[xiv].

A fronte della situazione generale, la Regione ha anticipato all’inizio dell’anno corrente l’adozione della Deliberazione N. 5/48 DEL 29.01.2025, relativa al PRAI 2025 – Piano regionale di previsione, prevenzione e lotta attiva contro gli incendi boschivi 2023-2025. Aggiornamento 2025[xv].

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  1. I processi degenerativi del suolo e della vegetazione

I menzionati processi di alterazione negativa del suolo e della vegetazione costituiscono la logica conseguenza di un prolungato ripetersi di eventi climatici, siccitosi, per mano dell’uomo. Nonostante la macchia mediterranea goda di una importante capacità di recupero dopo un incendio, gli effetti deforestativi e di desertificazione dipendono da una molteplicità di fattori concomitanti e susseguenti, di matrice antropica e naturale. Si pensi ai danni di una siccità prolungata, ad un utilizzo eccessivamente intensivo del terreno, al frequente e continuo innesco di incendi, favorito dalle alte temperature climatiche e dalla vegetazione già duramente colpita dalla siccità. L’elemento tempo diviene, in questo contesto, un termine salvifico: lasciare alla terra il tempo necessario per la sua rivitalizzazione, laddove sia ancora possibile. Ed ecco che ritornano due concetti focali nella ricostruzione della problematica in esame: la capacità di adattamento e la vulnerabilità del contesto territoriale.

Una analisi realistica del fenomeno della desertificazione in Sardegna esige due premesse di fondo: una visione interattiva delle criticità identificate e una azione di studio e di intervento localizzato e geograficamente individuato. Queste premesse non hanno solo carattere enunciativo, bensì rappresentano esse stesse precise direttive di coordinamento istituzionale, in virtù dei principi costituzionalmente sanciti della sussidiarietà, della proporzionalità, della autonomia e della leale collaborazione tra i diversi livelli di governo, nell’ambito unitario della Repubblica italiana.

  1. Perché parlare di desertificazione oggi?

Nonostante gli sviluppi tematici sulla problematica, la desertificazione in Sardegna rappresenta una ferita aperta, meritevole di un maggiore interesse a livello istituzionale.

L’approfondimento scientifico delle concause che caratterizzano il problema nella dimensione locale e regionale richiederebbe non solo una visione d’insieme del fenomeno, bensì una ricostruzione analitica delle criticità territoriali, climatiche, ambientali e socio-economiche geograficamente localizzate.

Infatti, la reale ed effettiva conoscenza del fenomeno rappresenta la prima fase di un’azione mirata che, premettendo lo status quo ante del territorio, sia in grado di focalizzare una adeguata pianificazione di intervento, in una duplice interazione circolare: – anticipatorio rispetto alla concretizzazione del rischio in tutte le sue potenzialità lesive, attraverso un attento monitoraggio dei fattori causali; – susseguente, al fine di controllare, mitigare e correggere le ripercussione degli agenti climatici e delle azioni antropiche responsabili della desertificazione, valutandone gli effetti come punto di partenza per un nuovo e continuo circuito dinamico di analisi del problema. In letteratura  sono state individuate diverse tecniche in grado di circoscrivere il deterioramento desertico del terreno che, in questa sede, possono solo essere citate: l’attivazione di pratiche agricole e di allevamento sostenibili, l’accurata gestione del patrimonio idrico, la riforestazione, tutte finalizzate al miglioramento della fertilità del suolo. L’individuazione di efficaci focus conoscitivi ed operativi della problematica sono al centro della XXXI Giornata Mondiale per la Lotta alla Desertificazione e alla Siccità, fissata nel 1995 dalle Nazione Unite nella giornata del 17 giugno. Tra le importanti iniziative, si segnala anche il convegno “Strategie integrate per la lotta alla desertificazione e la gestione sostenibile del territorio nel Mezzogiorno d’Italia”[xvi], a dimostrare la contemporaneità di un problema che necessita di osservazioni e valutazioni di medio-lungo periodo da parte degli attori istituzionali.

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NOTE:

[i]voce Desertificazione, in SardegnaAmbiente, consultabile in https://portal.sardegnasira.it/desertificazione#:~:text=Il%20processo%20di%20desertificazione%20lascia,ma%20soprattutto%20di%20attivit%C3%A0%20antropiche

[ii] Negli studi condotti per conto della Regione Sardegna, la siccità è intesa “intesa come una condizione temporanea di relativa scarsità di risorse idriche che hanno origine da un deficit di precipitazione su un’ampia regione per un periodo di tempo esteso, di solito una stagione o più, rispetto ai valori che possono essere considerati normali”

[iii] Monitoraggio della Siccità in Sardegna: Analisi dell’Anno Idrologico 2023-24, a cura dell’Arpas (Agenzia Regionale per la Prevenzione e la Protezione dell’Ambiente della Sardegna), consultabile in https://www.snpambiente.it/snpa/arpa-sardegna/monitoraggio-della-siccita-in-sardegna-analisi-dellanno-idrologico-2023-24/, pubblicato il 18 giugno 2024

[iv] Strategia regionale di adattamento ai cambiamenti climatici, adottata con la Deliberazione della Giunta Regionale n. 14/71 del 22 maggio 2024, consultabile in https://portal.sardegnasira.it/documents/21213/201290/SRACC2024.pdf/88c09cce-a7fa-407a-8edb-aeb310f6a6a1. La menzionata strategia era stata preceduta dalla Deliberazione n. 6/50 del 5 febbraio 2019, con la quale la Regione Sardegna, nell’ambito della SRACC, aveva delineato * il percorso di implementazione delle politiche di adattamento, al fine di consentire ai differenti soggetti interessati di integrarle nelle politiche settoriali e territoriali.

[v] Vedasi Strategia Regionale dello sviluppo sostenibile – Sardegna 2030, consultabile al link https://www.regione.sardegna.it/argomenti/argomenti-speciali/sardegna2030-strategia-regionale-di-sviluppo-sostenibile

[vi] Strategia regionale di adattamento ai cambiamenti climatici, adottata con la Deliberazione della Giunta Regionale n. 14/71 del 22 maggio 2024, pag. 37, consultabile in https://portal.sardegnasira.it/documents/21213/201290/SRACC2024.pdf/88c09cce-a7fa-407a-8edb-aeb310f6a6a1.

[vii] Il 5° tema strategico della SRSV, denominato SARDEGNA + VERDE, è consultabile al link https://www.regione.sardegna.it/documenti/1_963_20211014145726.pdf

[viii] Sardegna Arpa – Dipartimento meteoclimatico, Realizzazione di un Sistema Informativo Territoriale per lo studio delle aree sensibili alla desertificazione in Sardegna, 2025 consultabile in https://www.sar.sardegna.it/pubblicazioni/miscellanea/desertificazione/pag001.asp#

[ix] l valore del volume idrico invasato al 31 maggio 2025 ha subito una lieve diminuzione, pari a 13 milioni di metri cubi, rispetto al volume invasato al 30 aprile 2025. Vedasi Direzione generale Agenzia regionale del distretto idrografico della Sardegna, Serbatoi artificiali del sistema idrico multisettoriale della Sardegna –  Indicatori di stato per il monitoraggio e il preallarme della siccità, Situazione al 31 maggio, in https://autoritadibacino.regione.sardegna.it/wpcontent/uploads/2025/06/Rapporto_invasi_31.05.2025.pdf

[x] SardegnaSalute – Sistema sanitario della Sardegna, I periodi prolungati di siccità, consultabile inhttps://www.sardegnasalute.it/index.php?xsl=316&s=9&v=9&c=96025&nodesc=2#:~:text=Secondo%20i%20dati%20ISTAT%20(BES,pari%20al%2042%2C4%25, ultimo aggiornamento del 19 aprile 2024. Per approfondire Istat,  Report Le statistiche dell’Istat sull’acqua | anni 2020-2023, in https://www.istat.it/it/files/2024/03/Report-GMA-Anno-2024.pdf, pubblicato il 22 marzo 2024.

[xi] Direzione Generale Agenzia regionale del distretto idrografico della Sardegna, Osservatorio distrettuale del  distretto idrografico della Sardegna, febbraio 2025, consultabile in https://autoritadibacino.regione.sardegna.it/wp-content/uploads/2025/03/02.-Report-Osservatorio-Sardegna-febbraio-2025.pdf. Per approfondire, il recente documento sopracitato afferma testualmente che “Gli scenari idrologici, in continua evoluzione a causa dei mutamenti climatici, unitamente al quadro delle domande prioritarie (in particolare idropotabile ed industriale) ed agro-zootecniche, unitamente alla condizione di insularità (il sistema è da intendersi isolato), pongono la Sardegna in costanze criticità ed a rischio continuo di deficit idrico”. Tutti i Report sullo stato di severità idrica in Sardegna sono disponibili al link https://autoritadibacino.regione.sardegna.it/severita-idrica/

[xii] Si fa riferimento alla Legge della Regione Sardegna n. 19 del 6.12.2006, dedicata alle “Disposizioni in materia di risorse idriche e bacini idrografici”. È stabilito che la gestione unitaria del SIMR è affidata all’Ente Acque della Sardegna (ENAS), ente pubblico non economico strumentale della Regione Sardegna, secondo le disposizioni stabilite dalla Regione e dal Comitato Istituzionale dell’Autorità di Bacino

[xiii] Sportello Unico dei Servizi (SUS) – Regione Sardegna, Autorizzazione all’abbruciamento regolamentate dalle prescrizioni regionali antincendio, in https://sus.regione.sardegna.it/sus-evo/#/dettaglio-servizio/AUT101, ultimo aggiornamento del 07 maggio 2025.

[xiv] Emergenza incendi in Sardegna: oltre 40 roghi attivi in tutta la regione, consultabile in https://www.cagliaritoday.it/cronaca/emergenza-incendi-in-sardegna-oltre-40-roghi-attivi-in-tutta-la-regione.html; Caldo record nell’isola: scatta l’allerta per pericolo incendi, consultabile in https://www.lanuovasardegna.it/olbia/cronaca/2025/06/15/news

[xv] Deliberazione Regione Sardegna N. 5/48 DEL 29.01.2025, relativa al PRAI 2025 – Piano regionale di previsione, prevenzione e lotta attiva contro gli incendi boschivi 2023-2025. Aggiornamento 2025, consultabile in https://mycity.s3.sbg.io.cloud.ovh.net/4535442/Delibera-5-48-del-29.01.2025.pdf

[xvi] Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (ISPRA), Strategie integrate per la lotta alla desertificazione e la gestione sostenibile del territorio nel Mezzogiorno d’Italia, news consultabile al link https://www.isprambiente.gov.it/it/news/strategie-integrate-per-la-lotta-alla-desertificazione-e-la-gestione-sostenibile-del-territorio-nel-mezzogiorno-ditalia

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