Isernia, marzo 2025. La Guardia forestale (un settore specializzato dell’Arma dei Carabinieri) ha sequestrato undici tartarughe pronte per la vendita della specie testudo hermanni, diffusa in Italia e nell’Europa meridionale.
Nesso (Como), febbraio 2025. La Guardia forestale ha sequestrato un’aquila nipalensis (o aquila delle steppe) che vive nell’Asia centrale.
Rimini, 2020, Operazione Atacama. la Guardia forestale ha sequestrato al detentore, che si faceva chiamare “il re dei pirati del cactus”, oltre 1000 cactus del genere Copiapoa estirpati dal deserto di Atacama nel nord del Cile, illegalmente importati in Italia e commerciati in tutta Europa con un giro d’affari di oltre un milione di euro: il più grande sequestro di piante mai realizzato in Italia (www.biobiochile.cl/noticias/sociedad/debate/2025/03/12/el-rey-de-los-piratas-del-cactus-asi-italiano-cayo-a-la-carcel-por-robar-casi-mil-plantas-chilenas.shtml).
Che cosa hanno in comune le tartarughe Hermanni, l’aquila nipalensis e i cactus Copiapoa?
Appartengono tutti a specie (o generi) in pericolo di estinzione. Per le tartarughe uno studio di ISPRA del 2016 aveva accertato un declino di circa il 50% in pochi anni, a causa del degrado del loro habitat e del commercio illegale. Inoltre appartengono tutti a specie protette e ne è vietata l’importazione, il commercio e la detenzione senza autorizzazione e certificazione di provenienza in base alle normative della CITES, la Convenzione di Washington del 1973 sul commercio internazionale delle specie di fauna e flora selvatiche minacciate di estinzione, cui aderiscono attualmente 184 Stati (in Italia la Convenzione è stata ratificata nel 1980).
Sono attualmente circa 38.000 le specie animali e vegetali tutelate dalla CITES, elencate nelle Appendici della Convenzione e negli Allegati del Regolamento UE n. 338/97 con il quale l’Unione europea ha dato attuazione alla Convenzione. Dal 1977 è compilato un manuale che raccoglie dati, disegni, fotografie, mappe e descrizioni di un ampio numero di specie di fauna e flora protette. Da alcuni anni il manuale è pubblicato online con il finanziamento dell’Unione europea (www.slideshare.net/slideshow/citeswiki-identification-manual/156940690).
I motivi del commercio di specie protette sono vari: non solo il possesso di animali o piante per parchi o collezioni private, ma anche l’uso dei prodotti che ne derivano: cibo, vestiario, parti pregiate (come l’avorio) o prodotti medicinali, curativi o supposti tali realizzati con loro parti (il corno di rinoceronte in alcune regioni dell’Asia).
Il valore del commercio di animali o prodotti tutelati, aumentato enormemente a seguito della globalizzazione e della diffusione di Internet, è stimato in 23 miliardi all’anno.
Da alcuni anni il commercio online si è espanso utilizzando siti social sprovvisti di controlli, posta elettronica e videoconferenze. Un recente studio ha individuato 10.699 annunci di vendita di animali vivi, o parti di essi o uova il cui commercio è proibito dalla CITES. Di questi, 4131 annunci indicavano il nome completo, comune o scientifico, ed erano quindi rivolti a acquirenti specializzati (S.Chakraborty e altri, Prevalence of endangered shark trophies in automated detection of the online wildlife trade in Biological Conservation, n.304, Aprile 2025, www.sciencedirect.com/science/article/abs/pii/S0006320725000291?via%3Dihub).
L’individuazione di questi annunci è un compito che richiede una lunga e costosa attività di ricerca da parte di personale specializzato. Per questo, è stato sviluppato uno strumento basato sull’intelligenza artificiale, basato su modelli di AI liberamente disponibili, per scoprire gli annunci, consentirne l’oscuramento e individuare i responsabili. Un esperimento condotto sul pangolino, un animale protetto e tra i più commerciati illegalmente, ha permesso di individuare migliaia di annunci di vendita di questo animale o di sue parti ( A.S. Cardoso, Detecting wildlife trafficking in images from online platforms: A test case using deep learning with pangolin images, in Biological Conservation 279, Marzo 2023, www.sciencedirect.com/science/article/pii/S0006320723000058).
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