Piero Genovesi, Specie aliene: Quali sono, perché temerle e come possiamo fermarle, Laterza 2024.

02 Mar 2025 | recensioni

Le specie aliene si diffondono a ritmi sempre più serrati, provocando impatti sempre più gravi sull’ambiente e creando enormi danni all’agricoltura e all’economia. La loro avanzata è cominciata con i primi spostamenti dei gruppi umani nella notte dei tempi, ma nel corso dei millenni ha acquisito velocità come una valanga, e ed è oggi uno spaventoso fenomeno globale.

Le specie aliene e invasive sono il tema di questo volume. E il lettore, seguendo i racconti di Piero Genovesi, ricercatore dell’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale ISPRA e tra i più noti esperti mondiali di conservazione delle specie animali, oltre che collaboratore di questa Rivista, scopre come le specie arrivano, come si insediano nei nuovi territori e come, oltre a ridurre le specie autoctone portandole spesso all’estinzione, provocano danni enormi agli ecosistemi, all’agricoltura, all’economia, agli equilibri sociali.

L’Autore ci racconta così la storia dell’invasione in Italia degli scoiattoli grigi americani che hanno decimato gli scoiattoli rossi europei con gravi danni all’ecosistema boschivo che lo scoiattolo rosso contribuiva a proteggere. E poi la storia della chiocciola lupo, Euglandina rosea, una specie aliena che ha sterminato intere popolazioni di chiocciole autoctone delle isole del Pacifico causando una vera e propria catastrofe ecologica (qualche anno fa avevo raccontato la morte di George, il 1° gennaio del 2019, l’unico esemplare sopravvissuto di Achatinella apexfulva, una specie endemica delle Hawaii, essendo fallita la ricerca di una compagna con la qual potesse accoppiarsi). E poi la storia delle tartarughine statunitensi, vendute in oltre 50 milioni di esemplari nel mondo per divertire i bambini, che, gettate nei laghi e nei fiumi quando il divertimento era esaurito, hanno condotto sull’orlo dell’estinzione le tartarughe europee. E la storia, più recente, del granchio blu giunto dal Nord America e del suo straordinario potenziale riproduttivo: una singola femmina può deporre fino a 8 milioni di uova (ma il Nord America deve a sua volta fare i conti con l’invasione del nostro granchio ripario europeo, che si è insediato lungo le coste orientali degli Stati Uniti). Sono queste tra le moltissime altre storie di invasioni che Genovesi racconta, non solo di animali, ma anche di piante, quali il giacinto d’acqua la cui irrefrenabile crescita copre la superficie di laghi e stagni. Naturalmente, non tutte nocive: ci sono anche invasioni buone che in molti casi sono state utili e hanno portato benefici a chi le ha subite, a partire dall’epoca delle esplorazioni e delle colonizzazioni. Nella storia delle invasioni su 37.000 specie aliene conosciute nel mondo, solo 3.500 hanno provocato impatti negativi.

In una parte successiva Genovesi si sofferma sugli strumenti per contrastare e fermare le invasioni posti in essere dalle organizzazioni internazionali e dai singoli Stati, a partire dall’introduzione di specifiche cautele per evitare l’importazione involontaria di specie invasive come è accaduto con la zanzara tigre, le cui larve, arrivate in Italia in un carico di pneumatici, hanno portato con sé virus responsabili di malattie come la febbre chikungunya e la dengue. Uno strumento di grande importanza è costituito inoltre dalle campagne di sensibilizzazione sul valore della biodiversità e sulle modalità per assicurare la conservazione della natura.

È un libro di piacevole lettura, ma soprattutto di grande utilità perché fa scoprire una realtà sconosciuta, anche per ciò che riguarda il suo impatto economico: negli ultimi cinquant’anni le specie aliene invasive hanno prodotto perdite per oltre 1.738 miliardi di dollari, una cifra che, a seguito della rapidità degli scambi e della globalizzazione, si quadruplica ogni dieci anni e che adesso si attesta su un costo annuale stimato in 423 miliardi.

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