Norman I. Silber, Outsider. Dentro e fuori. Storia di Guido Calabresi, Mondadori 2025, pagg.760.

01 Set 2025 | recensioni

Oltre cinquant’anni fa è stato pubblicato The costs of accidents, un libro che ha determinato una svolta epocale nel modo di concepire la responsabilità extracontrattuale, un istituto che, nel 1970, quando il libro apparve, già cominciava a disgregarsi, non solo in Italia: tuttavia, scriveva Paolo Grossi, la responsabilità era ancora un istituto “imbalsamato nei codici” con l’obiettivo di rendere le norme impermeabili al decorso del tempo e al mutare della realtà e dei rapporti sociali e economici (in Sull’odierna incertezza del diritto, in Giustizia civile n.4, 2014, pag.921).

The costs of accidents non si occupava di diritto dell’ambiente, a quel tempo ancora nella sua infanzia. Tuttavia, per chi volesse ricostruirne le origini, non potrebbe fare a meno di riconoscere che esso ha  contribuito, sia a livello internazionale, sia nell’Unione europea, sia nell’ambito degli Stati, a porre le basi per l’individuazione dei beni oggetto di tutela e per le modalità di tutela,  per il progressivo affermarsi del criterio della responsabilità oggettiva in caso di danni all’ambiente provocati dallo svolgimento di attività industriali e infine per definire i criteri di quantificazione dei danni e quindi degli obblighi che gravano sul responsabile.

Questo libro è la storia di Guido Calabresi, l’autore di quel libro e uno dei più importanti giuristi del dopoguerra. Non è propriamente una biografia, ma un’originale fusione di racconto autobiografico integrato dalle reazioni e dai commenti di Norman Silber. Nella versione originale, il titolo (molto più appropriato che non quello della traduzione italiana) è infatti Outside In: The Oral History of Guido Calabresi. Attraverso questa combinazione di vita narrata e di rielaborazione, il libro è anche una storia politica che abbraccia, in periodi diversi, due paesi, l’Italia e gli Stati Uniti; è poi una storia giuridica dello sviluppo dell’insegnamento universitario e delle facoltà di legge negli Stati Uniti dopo la fine della guerra, focalizzato su Yale, una delle università più prestigiose; è anche una descrizione “dall’interno” delle modalità con le quali è amministrata la giustizia negli Stati Uniti. Infine è anche una storia delle idee nel settore dei Torts, della responsabilità extracontrattuale.

Il libro racconta così le origini di Guido, la sua famiglia e i suoi parenti (tra cui i Finzi Contini) e l’abbandono dell’Italia con i genitori poco prima dello scoppio della seconda guerra mondiale per sfuggire alle persecuzioni razziali. Poi le difficoltà nell’affermarsi, prima come studente poi come insegnante, in un periodo in cui italiani ed ebrei avevano molte difficoltà a integrarsi in una società (siamo nel New Jersey) caratterizzata da usanze che scaturivano da pregiudizi e discriminazioni mescolate a buone intenzioni.

Le due ultime parti riguardano il lungo periodo in cui Calabresi fu prima il preside della Yale Law School (ed è interessante vedere le profonde diversità che caratterizzano l’organizzazione degli studi universitari negli Stati Uniti e in Europa) e poi un magistrato federale in una delle corti d’appello federali più importanti degli Stati Uniti, il Second Circuit, che ha giurisdizione sugli stati di New York, Connecticut e Vermont.

È un libro che si può leggere non solo come la storia di un grande giurista, ma anche come uno saggio sociologico sull’integrazione e un’introduzione allo studio della disciplina della responsabilità. Come ha osservato Sabino Cassese, “è un’opera che celebra la ragione e l’integrazione, interessante come un romanzo, istruttiva come un saggio di storia, profonda come un libro di filosofia”.

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