Nespor, a cura di. Dizionario di diritto dell’ambiente (Napoli, Editoriale Scientifica, 2025)

01 Gen 2026 | recensioni

Pensato per chi è digiuno della materia quanto per chi ha un timido interesse per l’argomento come pure per i professionisti navigati, questo Dizionario affronta il diritto dell’ambiente in modo radicalmente nuovo rispetto alla tradizione.

Abbandona infatti il modello di esposizione della conoscenza tradizionale, “ad albero”, ovvero unidirezionale, dalle radici alla chioma o viceversa, per abbracciare il modello “a rizoma”, in cui ogni lemma è collegato con molti altri, “e ciascuno dei suoi tratti non rimanda necessariamente a tratti dello stesso genere”.

Accogliendo la lezione innovativa di Deleuze e Guattari, più vicina alla complessità dell’oggi, il Dizionario rifiuta l’approccio gerarchica e la comunicazione a collegamenti prestabiliti, ma come appunto il rizoma sviluppa una narrazione acentrica, non gerarchica.

E’ così che ognuna delle più di 200 voci, dalla A di Abbandono alla Z di Zone Umide, contiene infatti rimandi, segnalati al lettore, alle altre voci del dizionario che vi sono connesse, permettendo così alla curiosità e al desiderio di conoscenza di poter seguire i percorsi neurali reticolari propri della mente umana e di sviluppare una mappa cognitiva degli argomenti ricercati e quindi letti.

È uno schema espositivo, quello del rizoma, che ben si adatta alla complessità del diritto dell’ambiente, come scrive Stefano Nespor nell’introduzione, frutto di affastellamenti normativi, dalla rapidissima evoluzione di questo settore giuridico che deve inseguire i cambiamenti altrettanto rapidi, ecosistemici e umani del terzo millennio e il grande scenario dei cambiamenti climatici che interseca altri grandi temi: i diritti umani, la stabilità economica, l’energia, la giustizia.

L’opera che nasce da questo intreccio vuole offrirne una lettura non piatta e didascalica da sito web, e dunque non effimera, ma ragionata, critica ed incisiva: con lo scopo di offrire al lettore una sintesi di questo divenire, un po’come in un quadro di Boccioni, attraverso l’estrazione dalla complessità dei contenuti essenziali e qualificanti di ogni voce che ne consentono la comprensione, senza banalizzazioni.

Questo è il motivo per cui accanto a voci tradizionali, inquinamento, discariche, indagini, AIA, VIA, BAT, rumore, fauna, il PPP polluter pays principle – chi inquina paga – i principi di precauzione e prevenzione, la responsabilità delle persone giuridiche da reato ambientale, c.d. 231, compaiono i PFAS, la giustizia climatica, il regolamento UE sul mercato delle emissioni, il lupo, le SLAPP – cause strategiche contro la partecipazione pubblica – la sostenibilità competitiva, l’IPBES, l’overfishing, il landgrabbing, la rigenerazione urbana,.

Gli autori coinvolti, oltre all’infaticabile Stefano Nespor, hanno aderito a questo progetto portandovi, oltre alla competenza quasi storica, uno sguardo alla contemporaneità della materia: Attilio Balestreri, Dario Bevilacqua, Federico Boezio, Paola Brambilla, Luciano Butti , Ada Lucia De Cesaris, Paolo Della Sala, Maurizio Flick, Claudia Galdenzi, Alessandro Kiniger, Roberto Losengo, Eva Maschietto, Federico Peres, Emanuele Pomini, Tullio Scovazzi, Ilaria Tani, Ruggero Tumbiolo, Lorenzo Ugolini, Federico Vanetti hanno dato vita a una cassetta degli attrezzi, strumento di comprensione e arricchimento senza data di scadenza.

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