Il volume raccoglie gli atti del Convegno svoltosi a Roma l’8 aprile 2022, organizzato dalla Società italiana di diritto internazionale e di diritto dell’Unione europea in collaborazione con il CNR, in occasione del cinquantenario dalla Conferenza di Stoccolma.
In realtà gli atti riguardano pressoché esclusivamente la Dichiarazione di Stoccolma conclusiva della stessa e i diversi principi lì enunciati e solo marginalmente la Conferenza. Non ci sono quindi interventi sulle vicissitudini che hanno contraddistinto l’indizione della Conferenza con le diffuse opposizioni dei paesi poveri che consideravano l’affermarsi del tema ambientale nei paesi ricchi una sorta di operazione neocoloniale per bloccare il diritto allo sviluppo dei paesi poveri. Le opposizioni, che avevano condotto anche a una proposta di boicottaggio, furono superate dall’abile mediazione posta in essere dal segretario generale, il canadese Maurice Strong, incaricando un gruppo di 27 esperti di vari paesi di esaminare il rapporto tra sviluppo economico e ambiente. Il risultato fu il cosiddetto rapporto Founex (dal nome del paese svizzero ove la commissione di esperti si è riunita nel giugno del 1971) che costituisce uno dei più importanti e sottovalutati documenti della storia della politica ambientale. La conclusione del Rapporto, secondo cui la crescita economica era la risposta principale ai problemi ambientali nei paesi poveri costituì l’aspetto decisivo per indurre i paesi poveri a partecipare alla conferenza.
Infatti, come osserva Francesco Francioni, recentemente scomparso, nella relazione introduttiva, molti dei Principi della Dichiarazione collegano la tutela dell’ambiente alle esigenze di sviluppo economico e sociale anche se la relazione conclude ponendo la domanda su che cosa resti oggi di quei principi e delle speranze di loro rispetto e attuazione. È una domanda che si affaccia, con risposte diversificate, nelle varie relazioni che seguono, organizzate in tre sezioni.
Nella prima sezione, oltre alla predetta relazione di Francioni, sono inserite le relazioni di Laura Pineschi sugli obblighi procedurali di cooperazione ambientale, di Francesco Munari sul rapporto tra scienza e diritto internazionale dell’ambiente (oggetto dei Principi 18 e 20) e di Andrea Crescenzi sulla protezione e salvaguardia dell’ambiente per le generazioni future.
Nella seconda sezione, accanto alle relazioni di Sergio Marchisio sulla collocazione giuridica dei corpi celesti e di Elena Fasoli sulla partecipazione del pubblico, Massimiliano Montini affronta il tema dei doveri e delle responsabilità dell’uomo nei confronti della natura alla luce del Principio 4 della Dichiarazione, e Nicola Colacino il connesso tema dell’antropocentrismo ambientale alla luce del Principio 1: temi di crescente importanza: ai rights of nature sono dedicati numerosi recenti articoli della rivista Transnational Environmental Law.
Nella terza sezione Tullio Scovazzi tratta il tema dell’inquinamento transfrontaliero (Principio 21) e Elisa Ruozzi il connesso tema del danno ambientale (Principio 22), al centro dell’attenzione da anni per individuare soluzioni per i loss and damages provocati dal cambiamento climatico nei paesi poveri. Della finanza sostenibile tratta Susanna Quadri e degli obblighi di tutela dell’ambiente oltre i limiti delle giurisdizioni nazionali Saverio Di Benedetto.
Complessivamente, un insieme di relazioni che offrono una illustrazione di molti aspetti dello sviluppo del diritto internazionale ambientale a seguito della Conferenza e della Dichiarazione di Stoccolma e, in modo diverso, offrono risposte alla domanda posta nel titolo del volume e dalla relazione di Francioni sulle condizioni attuali della disciplina.
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