Il ruolo delle Riserve della Biosfera Unesco con lo “Hangzhou Strategic Action Plan” 2026-2035

01 Gen 2026 | articoli, contributi, in evidenza 3

L’urgenza delle crisi climatiche richiede una forte evoluzione delle reti cooperative su scala globale per la necessità di governare i conflitti e le instabilità crescenti che derivano in misura consistente dalle transizioni climatiche e dall’accrescersi esponenziale delle emergenze climatiche. È necessario sviluppare le stesse forme organizzative dinanzi a fenomeni di portata globale che non hanno confini. La situazione attuale determina di certo uno sforzo culturale assai importante per superare le tradizionali categorie e i paradigmi classificatori e anche i modelli organizzativi e di governo su scala territoriale e regionale che, se permanessero nelle frammentazioni e nelle conflittualità attuali, accrescerebbero le crisi in luogo di risolverle, esponendo le popolazioni, specie le più vulnerabili, a impatti sempre più seri e complessi e densi di conseguenze nocive.

Nella crisi delle Organizzazioni internazionali occorre interrogarsi su quali possano essere i punti di forza di un sistema resiliente e rinnovato e di quali siano i modelli più efficaci da adottare.

La preparazione dei nuovi tempi riguarda questioni omnicomprensive e fondamentali che devono avere l’obiettivo chiaro di garantire lo sviluppo sostenibile e di garantire la tenuta democratica per i giovani e le generazioni future, e, tra gli obiettivi essenziali, vi è certamente il tema della “integrità della informazione” sui temi del cambiamento climatico, come posto in evidenza in una articolata dichiarazione adottata sempre con COP 30[2], in particolare il tema della sicurezza alimentare e il tema  delle conversioni industriali. È quanto mai essenziale accrescere e conferire centralità al ruolo decisionale della società civile e a una pluralità di attori che scendano in campo per cooperare attivamente al cambiamento e alle sfide più complesse che i tempi delle transizioni climatiche richiedono. È questo il periodo, anche, di accentuate evoluzioni tecnologiche, dello sviluppo rapidissimo e della evoluzione incrementale dell’intelligenza artificiale che si precipita con forza nelle nostre vite.

Le situazioni attuali stanno quindi generando dei cambiamenti sistemici, a prescindere dalle nostre volontà o resistenze culturali o sottovalutazioni. Le tradizionali traiettorie di sviluppo sono superate, e dobbiamo essere assolutamente pronti. Occorre sviluppare in anticipo delle strategie e degli approcci e formare un pensiero creativo e indipendente che comprenda la  capacità di valutare criticamente le traiettorie generate dalle transizioni climatiche e dalle varie variabili che esse determinano.

Vi sono degli sforzi importanti in atto, ai quali siamo chiamati a contribuire. Una rete resiliente e forte che cooperi per l’attuazione dei Trattati e dell’Accordo di Parigi è quella delle Riserve Mondiali della Biosfera Unesco, ventuno in Italia e 750 circa su scala mondiale. Chi scrive è il Presidente della Riserva della Biosfera Unesco del Monte Peglia, la Riserva Mondiale della Biosfera Unesco dell’Umbria, premiata dall’Unesco per il modello indipendente e le proposizioni culturali e la novità anche del modello di governance che proponeva.

Il soggetto gestore è una Associazione riconosciuta di diritto privato, che “ha attivato delle forme di cooperazione inter-istituzionale … sottoscrivendo rilevanti protocolli di intesa … volti alla ideazione e diffusione di modelli sostenibili, … fortemente orientati alla diffusione dei diritti universali, per come contenuti nella Carta istitutiva dell’Unesco …” (punto 4. protocollo attuativo del Piano di Gestione). “L’Associazione esercita in autonomia e indipendenza le prerogative volte alla rappresentanza e al coordinamento della Riserva della Biosfera Unesco del Monte Peglia in esecuzione del progetto approvato nelle Sedi internazionali” (punto 5.). Nonostante ad oggi non vi sia stato l’auspicato e necessario sostegno dei Soggetti pubblici tenuti ad una leale e fattiva cooperazione (Ministero dell’Ambiente, Regione, Comuni), la Riserva è un modello attrattivo, trasversale, che realizza cooperazioni inter-istituzionali crescenti.

Le Riserve della Biosfera Unesco agiscono su due piani: quello di concorrere a promuovere dei processi di valorizzazione interni, sui modelli del turismo sostenibili, sulla educazione ambientale, sulla sicurezza e qualità alimentare e di concorrere nella Rete internazionale cui appartengono alla attuazione delle strategie e delle consapevolezze climatiche.

Il tema della attuazione e del rafforzamento dell’Accordo di Parigi è in tale quadro essenziale.

Nuove e rilevanti prospettive vengono adesso dallo “Hangzhou Strategic Action Plan”, adottato con il Quinto Congresso Mondiale delle Riserve della Biosfera Unesco del 22-26 settembre 2025, che indicando le linee e le strategie delle Riserve Mondiale della Biosfera Unesco per il prossimo decisivo decennio[3].

Lo “Hangzhou Strategic Action Plan 2026-2035” conferma e rafforza il ruolo delle Riserve della Biosfera Unesco nell’attuazione degli Obiettivi dell’Agenda 2030,  nei processi di “peacebuilding” e nelle transizioni giuste e afferma che “place les reserves de biosphére au coeur d’une vision renouvelée de la durabilité mondiale, en relevànt les défis actuels et futurs … Le programme MAB se positionne comme un moteur de cette transformation, en intégrant dans son cadre de développement durable, la pais, la sécurité et le droits de l’homme …”. 

Sono affermazioni che si pongono in attuazione anche della nota decisione della Corte Internazionale dell’Aja del 23 luglio 2025 che riafferma gli obblighi climatici degli Stati e la stretta connessione con il rispetto dei diritti umani [4] e con i principi più volte affermati dalla Corte Europea dei Diritti che in varie pronunce ha condannato gli Stati per la violazione dei diritti fondamentali alla vita, alla salute e alla sicurezza ambientale, richiedendo l’istituzione di monitoraggi indipendenti ed effettivi, come nel caso “Terra dei Fuochi” in Italia. Considerazioni molto importanti sono contenute anche nella nota sentenza n. 192 del 2024 della Corte Costituzionale sui temi della c.d. “autonomia particolare” o differenziata, nelle parti in cui ha trattato, con lungimiranza, i temi della sicurezza ambientale e climatica [5].

Nella prima parte dello “Hangzhou Strategic Action Plan” è descritto il “contesto mondiale” che richiede il rafforzamento della cooperazione multilaterale e lo sforzo di sostenerla proprio mentre essa è posta in pericolo dalla frammentazione e dalle spinte centrifughe, sempre generative di conflitti. Sono quindi identificate tre linee programmatiche:

-quella che pone le Riserve della Biosfera Unesco come attori primari per contribuire alla realizzazione degli accordi internazionali, gli obiettivi dell’Agenda 2030, e per operare per l’attuazione e il rafforzamento dell’Accordo di Parigi, e delle “ambizioni”, parola ricorrente e speciale, e degli obiettivi di mitigazione e di prevenzione dei rischi e anche di tenuta democratica che esso reca in sé;

-quella che pone degli obblighi di cooperazione stringenti agli Stati, volti anche a sostenere le azioni delle Riserve di Biosfera e dei Soggetti gestori anche sul piano finanziario;

-quella che promuove la cooperazione multidisciplinare, nell’accrescersi esponenziale delle crisi ed emergenze climatiche, che non hanno confini, sempre tenendo conto, in ogni decisione che concerna la vita del Pianeta, le future generazioni. 

Le Riserve della Biosfera Unesco sono perciò chiamate dallo “Hangzhou Strategic Action Plan” a esercitare il ruolo di “catalizzatori” e a generare un cambiamento profondo nei territori inclusi nella Riserva e oltre (“Vision”: “Le Plan d’action stratégique de Hangzhou permet au réserves de biopshére de remplir pleinement leur role de catalyseur de ce changement en profondeur su leurs territoires ed au-delà”), come se fossero delle “antenne” di un sistema mondiale in via di costruzione volto alla tutela climatica e ambientale e insieme alla tenuta dei diritti universali.

Le ventisei “azioni” che il documento pone come obiettivi realizzano, lette insieme, modelli partecipativi diffusi e trasversali, sono lungimiranti idee di rottura con un presente, come quello attuale, conflittuale e frammentato, e invitano a realizzare progettazioni ispirate da un profondo senso di appartenenza alla Comunità mondiale. Ci invitano anche a considerare che è meglio rimpiangere ciò che si è fatto, che ciò che non si è mai osato fare.

Vi è un altro punto essenziale: la valorizzazione di governance inclusive (“Action Target 13” dello “Hangzhou Strategic Action Plan”), affinché esse includano, in modo ampio e plurale, i saperi scientifici e le varie articolazioni delle comunità locali. È un principio assai importante nel momento in cui su scala le autorità e i poteri indipendenti subiscono variamente attacchi, erosioni e delegittimazioni.

Va anche detto che è essenziale contrastare i fenomeni di localismo deleterio e posizioni di potere autoreferenziale, e le “comunità locali” devono essere la sintesi di una concezione partecipativa ampia e che prescinda dalle contingenze politiche, in un’ottica di tutela rafforzata e di cooperazione inter-istituzionale[6]

Le diversità delle governance delle Riserve della Biosfera Unesco rappresenta un valore “in sé”. La preferenza verso le “piattaforme imparziali” che già i documenti sulle Riserve della Biosfera Unesco esprimevano [7], è di molto dunque rafforzata con lo “Hangzhou Strategic Action Plan”.

Le Riserve MAB Unesco non sono enti politici territoriali, poiché la loro funzione essenziale è quella di coordinare le azioni di valorizzazione dei territori e promuovere in essi le consapevolezze più idonee con una vocazione a fare rete e a promuovere idee e progetti cooperativi su scala anche transnazionale, che è l’esatto opposto della chiusura localista.

Su tali premesse sarà molto importante che le “Linee Guida tecniche” dei Comitati nazionali MAB Unesco non introducano principi volti al controllo politico delle Riserve Mondiali MAB Unesco, e che il ruolo degli organi nazionali si mantenga nell’alveo rigorosamente attuativo delle previsioni internazionali prevalenti [8].

Alcuni esempi dell’attività svolta dalla Riserva Mondiale della Biosfera Unesco del Monte Peglia

A. La sottoscrizione di un protocollo di cooperazione, il primo in Italia nel suo genere, con la Fondazione Aquileia che gestisce la Basilica di Aquileia e il suo patrimonio archeologico[9].La sinergia tra la tutela ambientale e naturale del patrimonio naturale universale dell’Unesco e i beni del patrimonio culturale dell’Unesco, protesi insieme a rafforzare la coesione e la tutela del Pianeta sono attuazione dell’obiettivo B dello “Hangzhou Strategic Action Plan”, che all’”Action Target 22”, afferma proprio la necessità di “…synergies with Unesco World Heritage Convention … and Unesco Science programmes”.

B. La costituzione di un gruppo di studio sulle migrazioni climatiche che ha avuto il patrocinio della Giunta esecutiva centrale dell’Associazione Nazionale Magistrati [10].

C. Il coordinamento di ricerche multidisciplinari che hanno condotto a monitoraggi estesi (ad esempio, per la prima volta, di 93 specie di lepidotteri, alcuni inclusi nella Direttiva Habitat, come la Zerynthia Cassandra [11]), e alla ideazione di un modello predittivo chiamato “protocollo Peglia”, pubblicato su prestigiosa rivista internazionale [12].

D. Il  protocollo di intesa con la Riserva della Biosfera Unesco di Nedre Dalalven, Svezia, che concorre alla coesione internazionale e alla diplomazia climatica[13] e apre ponti di cooperazione scientifica.

E. Il patrocinio del programma “International Decade of Sciences for Sustainable Development – IDSSD” dell’Unesco al progetto “PEACE – Psychometric Evaluation for Awareness and Connection with the Environment in the UNESCO Biosphere Reserve of Monte Peglia”. “PEACE” rappresenta un nuovo ruolo delle Riserve MAB Unesco: non solo come luoghi di tutela ambientale e della sostenibilità, ma come laboratori di resilienza e di comprensione delle reazioni umane alle transizioni climatiche.

SCARICA L’ARTICOLO IN PDF

NOTE:

[1]    https://www.biosphere2025.org.cn/content/content_9084168.htm

[2] https://www.unesco.org/en/information-integrity-climate-change/cop30declaration?hub=780 che proprio al primo capoverso evidenzia “Recognizing that the urgency of the climate crisis demands not only decisive action by States, but also the broad engagement of all segments of society — including citizens, communities, businesses, subnational governments, civil society organizations, media organizations, international organizations, universities, and research centres …”.

[3] approvato con il Quinto Congresso Mondiale delle Riserve della Biosfera Unesco, tenutosi dal 22 al 26 settembre 2025, https://www.biosphere2025.org.cn/content/content_9084168.html

[4]  https://www.icj-cij.org/sites/default/files/case-related/187/187-20250723-pre-01-00-en.pdf , cit. La decisione evidenzia che “States have obligations under international human rights by taking necessary measures to protect the climate system and other parts of the environment … Must be performed in good faith … Providing assurances and guarantees of non repetition of wrongful actions or omisssons if circustances so require …”.

[5] Ad esempio quando la Corte Costituzionale evidenzia, nella citata sentenza n. 192 del 2024, al punto 4.4 che “Analogamente, per quanto riguarda la «tutela dell’ambiente», si tratta di una materia in cui predominano le regolamentazioni dell’Unione europea e le previsioni dei trattati internazionali, dalle quali scaturiscono obblighi per lo Stato membro che, in linea di principio, mal si prestano ad adempimenti frammentati sul territorio, anche perché le politiche e gli interventi legislativi in questa materia hanno normalmente effetti di spill-over sui territori contigui, rendendo, in linea di massima, inadeguata la ripartizione su base territoriale delle relative funzioni …”.

[6] Principi già affermati nelle “Technical Guidelines for Biosphere Reserves”,

https://unesco.org.uk/site/assets/files/2049/mab_technical_guidelines_for_biosphere_reserves_2022.pdf , p. 12.

[7] “Technical Guidelines”, cit.: “125. Governance structures are tools to enable stakeholders to participate in the management of a biosphere reserve, and to achieve their goals in a sustainable manner, as defined within a management policy or plan. They also function as an impartial platform for resolving problems, managing nature conservation tasks, promoting sustainable development and so on …”.

[8]  “Technical Guidelines”, cit: “177. … To be clear, the MAB Programme requires only one multi-year strategic document from each biosphere reserve, not two. Typically, a management plan will address a (plus/minus) ten-year period (in line with the frequency of the periodic review) …”.

[9] https://newsumbriablog.wordpress.com/2025/11/19/protocollo-monte-peglia-aquileia-un-ponte-tra-vulcani-e-antica-romanita-nel-nome-della-biosfera-unesco/

[10]  https://www.associazionemagistrati.it/doc/4948/anm-patrocina-gruppo-di-studio-sulle-migrazioni-climatiche-della-riserva-della-biosfera-unesco-del-monte-peglia.htm

e anche https://www.orvietonews.it/sociale/2025/06/21/giornata-mondiale-del-rifugiato-la-riserva-della-biosfera-unesco-del-monte-peglia-istituisce-un-gruppo-di-studio-sui-migranti-climatici-115876.html

[11]  https://orvietosi.it/2022/05/significative-scoperte-grazie-a-studi-e-ricerche-attivate-dalla-riserva-mab-unesco-del-monte-peglia-scoperta-nellarea-la-farfalla-zerynthia-cassandra/

[12] https://www.sciencedirect.com/science/article/pii/S1470160X24007106

[13] https://gazzettadiplomatica.it/italia-e-svezia-unite-per-la-sostenibilita-nasce-un-ponte-tra-monte-peglia-e-dalalven/

Scritto da