Per ogni problema complesso esiste una soluzione semplice. Che in genere è quella sbagliata.

Per ogni problema complesso esiste una soluzione semplice. Che in genere è quella sbagliata.

di Enrico Fedrighini

L’aforisma di George Bernard Shaw riportato nel titolo si adatta perfettamente anche ai temi della sostenibilità ambientale e dell’emergenza climatica prodotta dall’effetto serra, a sua volta creato dalle continue emissioni in atmosfera generate dalle attività umane, e dal conseguente innalzamento delle temperature planetarie, dall’equatore ai poli.

Eppure alcune immagini possono riassumere in modo semplice e facilmente comprensibile – non banalizzando, né semplificando nulla – lo scenario di un tema complesso come quello ambientale, mostrando la possibilità materiale di cambiare lo stato delle cose esistente, e ponendo di conseguenza ognuno di noi fronte alla responsabilità delle proprie scelte (o non scelte), mentre le lancette del tempo continuano a scorrere verso un rischioso punto di non ritorno.

L’immagine prodotta dal Deutsches Zentrum für Luft und Raumfahrt (l’Agenzia spaziale tedesca) riproduce le dimensioni quantitative e la potenza fisica delle diverse energie rinnovabili esistenti e potenzialmente disponibili, ogni giorno, nel nostro pianeta; energie pulite al 100%, che non producono né emissioni di CO2 in atmosfera né polveri sottili. Il piccolo “cubetto rosso” in basso a destra raffigura invece il fabbisogno globale di energia effettivamente consumata, ogni giorno, nel nostro pianeta per le diverse attività umane: il valore è espresso in GPEC, acronimo di Global Primary Energy Consumption, il consumo globale di energia primaria nel pianeta, pari a 11,3 GTEP (miliardi di tonnellate di petrolio equivalente).

Ebbene: partendo dall’energia solare, l’energia radiante che quotidianamente si posa sui vari continenti equivale a 1800 volte l’energia globale consumata ogni giorno dal pianeta; l’energia eolica 200 volte; l’energia producibile dalle biomasse 20 volte; l’energia geotermica 10 volte; l’energia prodotta dalle onde marine e oceaniche il doppio dell’energia globale consumata ogni giorno dal pianeta. Accorpate insieme, le fonti rinnovabili “offrono” ogni giorno al nostro pianeta 2030 volte l’energia globale consumata ricorrendo a fonti fossili e inquinanti: la dimensione energetica ridotta di quel piccolo “cubetto rosso” è inversamente proporzionale ai danni che produce all’ambiente e alla salute.

Investire sempre di più a livello globale sulle risorse rinnovabili significa costruire un futuro sostenibile sia per il Pianeta che per nostre tasche, oltre che per la nostra salute (importanti università come Harvard stanno sviluppando ricerche avanzate sui legami fra esposizione della popolazione all’inquinamento atmosferico e morbilità/mortalità al Covid 19). Esistono diversi studi accademici, prodotti dai singoli Paesi, che mettono in rilievo il crescente impatto economico prodotto dai cambiamenti climatici, in termini di costi e risorse necessarie per “riparare i danni” crescenti. Si calcola che i danni prodotti dai cambiamenti climatici abbiano un impatto economico planetario equivalente al 20% del PIL mondiale (Rapporto Stern), mentre la conversione ecologica del sistema economico, attraverso protocolli vincolanti, costerebbe il 2% del PIL mondiale

Più tardi si inizia ad intraprendere questa strada, maggiori saranno i costi crescenti per “riparare i danni” senza peraltro cambiare le condizioni che tali danni producono

Possiamo farcela. Dipende solo da noi.

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Fedrighini