Ulteriori chiarimenti sugli istituti della VAS e della VIA

Ulteriori chiarimenti sugli istituti della VAS e della VIA

di Federico Vanetti e Sofia Biondani

T.A.R. Sicilia, Palermo, Sez. II, n. 380 del 2 febbraio 2022 – Pres. Nicola Maisano, Primo Ref. ed Est. Francesco Mulieri, Ref. Raffaella Sara Russo,

Comune di Agrigento, (avv. Rita Salvago) c Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, Ministero per i Beni e Le Attività Culturali, Assessorato Energia e Servizi di Pubblica Utilità della Regione Siciliana, Assessorato Territorio e Ambiente della Regione Siciliana, Assessorato alle Attività Produttive della Regione Siciliana (Avvocatura Distrettuale dello Stato di Palermo)

“La VAS concerne la pianificazione e la programmazione alle quali l’amministrazione è obbligata ed è concomitante con tali attività così da favorire l’emersione e l’evidenziazione dell’interesse ambientale di modo che esso venga in via prioritaria tenuto in considerazione, mentre la VIA concerne i singoli progetti ed è necessaria ai fini della verifica dell’entità dell’impatto ambientale dell’opera proposta, in guisa da stimolare soluzioni mitigative da valutare secondo il principio dello sviluppo sostenibile, sino all’opzione zero, qualora l’impatto non sia evitabile neanche con l’adozione di cautele (cons, stato sez. IV 26/02/2015 n.975).

Ne consegue che la VAS è uno strumento previsto dal legislatore nell’ambito dei procedimenti volti all’adozione di strumenti di pianificazione o programmazione territoriali e non come nel caso di specie di provvedimenti puntuali di approvazione di specifici progetti”.

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La sentenza in commento offre l’occasione per ulteriori riflessioni in tema di VAS e VIA applicate a procedimenti amministrativi complessi, in cui rilevano sia aspetti di pianificazione urbanistica, sia quelli di autorizzazione alla realizzazione di opere puntuali.

Nel caso di specie, il T.AR. Palermo è stato chiamato a valutare se la realizzazione di un metanodotto richiedesse o meno il preventivo assoggettamento dell’opera a VAS o VIA, esclusa dal Ministero della Transizione Ecologica, in quanto l’opera in sé non rientra tra le categorie di interventi di cui all’allegato IV alla Parte II del d.lgs. n. 152/2006.

A prescindere dalla specificità della questione portata all’attenzione del Tribunale siciliano[i], quest’ultimo ribadisce l’ormai consolidato orientamento secondo cui la VAS trova applicazione solo rispetto a piani e programmi, mentre la VIA deve essere svolta con riferimento agli impatti correlati a specifiche opere[ii].

Se tale distinguo è ormai pacifico (perlomeno a livello giurisprudenziale), si pone la questione di comprendere se e quali valutazioni ambientali debbano trovare applicazione rispetto ad interventi (piani o progetti) che di per sé non rientrano tra quelli contemplati dagli allegati del d.lgs. n. 152/2006, ma sulla base di una valutazione discrezionale dell’autorità procedente potrebbero produrre impatti significativi sull’ambiente.

Mentre l’art. 6, comma 3bis, del d. lgs. n. 152/2006 lascerebbe supporre che l’autorità competente mantiene comunque una certa discrezionalità nel poter applicare la verifica di VAS anche a piani o programmi non rientranti tra gli allegati del codice[iii], il medesimo articolo, ai seguenti commi, contempla l’applicazione della VIA o della verifica di assoggettabilità a VIA solo in determinati e specifici casi[iv], lasciando così intendere che, al di fuori di questi casi, l’autorità non potrebbe imporre una valutazione ambientale del progetto.

Tale conclusione parrebbe confortata anche dai principi generali del procedimento amministrativo, tra cui quello di semplificazione ai sensi del quale l’autorità non dovrebbe aggravare la procedura avviata dal privato.

Ci si pone poi la questione di comprendere come debbano essere coordinate le due valutazioni ambientali nell’ambito di procedure amministrative complesse che, con riferimento a specifiche opere, producono effetti sia di pianificazione, sia autorizzativi.

Si pensi ad esempio alla procedura SUAP[v] che, con riferimento a specifici progetti industriali, produce sia gli effetti di variante urbanistica che quelli di titolo edilizio abilitativo alla realizzazione dell’intervento.

Su tale tema, rileva una sentenza del Consiglio di Stato[vi], dove si afferma che nel caso in cui l’approvazione di progetti di opere, comporti anche una variante allo strumento urbanistico, si intersecano aspetti pianificatori e progettuali e vi è un problema di sovrapposizione tra VIA e VAS.

Tale problema può trovare soluzione all’art. 6, comma 12, del d.lgs. n. 152/2006, il quale ha stabilito che qualora la procedura autorizzativa di un progetto comporti anche effetti di variante urbanistica per effetto della sua localizzazione, la VAS non è necessaria essendo già l’opera di per sé sottoposta a VIA[vii].

Tuttavia, nella prassi, capita sempre più spesso che entrambe le procedure siano espletate a fronte di progetti complessi per un approccio massimamente cautelativo, ma con conseguente aggravio procedurale.

In tal caso, può comunque trovare applicazione l’art. 10, comma 4, del d.lgs. n. 152/2006 che consente di anticipare in sede di VAS la verifica di VIA, ottimizzando così le fasi procedurali.

Per il testo della sentenza cliccare sul pdf allegato.

Vanetti TAR Palermo

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Vanetti maggio 2022

Note:

[i] Il Comune di Agrigento contestava la mancata sottoposizione del progetto di metanodotto alla VAS e/o VIA, in quanto correlato ad un rigassificatore (quest’ultimo opera sottoposta a verifica di VIA). Senonché, in altro giudizio correlato, il Consiglio di Stato aveva qualificato il metanodotto come opera autonoma rispetto al rigassificatore, con il che il TAR, valutando solo tale opera specifica, ha rilevato come questa non ricadesse tra quelle sottoposte a VAS o VIA.

[ii] Sul punto, ex multiis, T.A.R.  Venezia, sez. III, 20/01/2016, n.52; T.A.R. Milano, sez. II, 26/11/2019, n.2500. Cfr.  La sottoposizione a Valutazione Ambientale Strategica (V.A.S.) degli strumenti di pianificazione urbanistica ed il coordinamento con la Valutazione di Impatto Ambientale (V.I.A.), Federico Vanetti e Lorenzo Ugolini, RGA Online, 7 giugno 2018; La valutazione di incidenza ambientale postuma: riflessi estensivi della recente giurisprudenza euro unitaria sulle VIA” di Federico Vanetti e Carla Piccitto, RGA Online, 15 novembre 2019. I “piani e programmi” da non sottoporre obbligatoriamente a vas di Claudia Galdenzi e Federico Boezio, RGA online, 15 ottobre 2019.

[iii] 3-bis. L’autorità competente valuta, secondo le disposizioni di cui all’articolo 12, se i piani e i programmi, diversi da quelli di cui al comma 2, che definiscono il quadro di riferimento per l’autorizzazione dei progetti, producano impatti significativi sull’ambiente.

[iv] così modificato dal d.lgs. n.104 del 2017.

[v] Sportello Unico Attività Produttive di cui all’art.4 del d.p.r. n.160/2010.

[vi] Cons. Stato, sez. IV, 26/02/2015, n.975.

[vii] Art. 6, co. 12, D. Lgs. 152/2006, introdotto dal D. Lgs. 128/2010;

Ex multis, T.A.R. Roma, (Lazio) sez. III, 03/08/2012, n.7211 “Per le modifiche di atti di pianificazione territoriale o di destinazione dei suoli “conseguenti a provvedimenti di autorizzazione di opere singole che hanno per legge l’effetto di variante ai suddetti piani e programmi”, la VAS non è necessaria per la “localizzazione delle singole opere” (ferma restando l’applicazione della disciplina in materia di VIA). Deve potersi desumere, in coerenza con la portata “strategica” della VAS, la non inerenza di detta valutazione agli atti di localizzazione di opere che non raggiungano la dimensione necessaria per la ponderazione, a quei fini, degli interessi in gioco”; T.A.R. Milano, (Lombardia) sez. II, 02/09/2011, n.2134 “Non deve essere sottoposta alla procedura di VAS una variante che non modifica la disciplina di pianificazione e di programmazione, né determina effetti significativi sull’ambiente e sul patrimonio; la VAS è necessaria per il piano territoriale regionale, i piani territoriali regionali d’area e i piani territoriali di coordinamento provinciali, il documento di piano di cui all’articolo 8, nonché le varianti agli stessi, con esclusione degli atti che non costituiscono variante al PRG: questa scelta trova una giustificazione nella funzione e nella natura della stessa VAS, che costituisce un atto di valutazione interno al procedimento di pianificazione, cioè una valutazione degli effetti ambientali conseguenti all’esecuzione delle previsioni ivi contenute”.