Milano adotta il Bilancio Ambientale

Milano adotta il Bilancio Ambientale

di Enrico Fedrighini

La conversione ecologica” è il titolo di un intervento svolto da Alex Langer nel 1984 nel corso dei “Colloqui di Dobbiaco”, laboratorio di idee tuttora attivo (concetti ripresi, trentun anni dopo, nell’enciclica papale Laudato Sì).

La domanda che si poneva Langer era: come può risultare desiderabile una civiltà ecologicamente sostenibile, che adotti i principi “lentius, profundius, suavius” al posto di “citius, altius, fortius“?

Dieci anni dopo, sempre a Dobbiaco, Langer torna sul tema, individuando otto azioni prioritarie per sviluppare un programma politico di conversione ecologica della società.

Al primo posto, Langer indica il Bilancio Ambientale.

Gli attuali bilanci pubblici e privati” scrive Langer “sono tutti basati su dati finanziari. Finché non si avranno in tutti gli ambiti (Comune, Provincia, Regione, Stato, Comunità Europea…) accurati bilanci della reale economia ambientale, non sarà possibile sostituire gli attuali concetti di desiderabilità sociale, e tanto meno un cambiamento.

L’importanza di individuare uno strumento di contabilità ambientale inizia a farsi strada dal 1972, anno in cui viene pubblicato “I Limiti dello Sviluppo”, una ricerca commissionata quattro anni prima dal Club di Roma a un gruppo di giovani matematici ed informatici del MIT di Boston (Mass.).

Da questo momento i temi della finitezza delle risorse disponibili, della necessità di un’azione regolativa e della responsabilità verso le generazioni future (e, aggiungo, l’importanza dell’ambientalismo scientifico), entrano ufficialmente nell’agenda politica. Alla Conferenza di Rio su Ambiente e Sviluppo del 1992 è focalizzata l’importanza dell’azione locale nelle aree urbane: nasce il programma Agenda 21 che fa esplicito riferimento al bilancio ambientale locale, ripreso nel 2002 dal World Summit on Sustainable Development, sotto l’egida ONU a Johannesburg.

In Europa nel 2004 si svolge ad Aalborg la Quarta Conferenza Europea delle Città Sostenibili: lo stesso anno il Consiglio d’Europa raccomanda l’uso del Bilancio Ambientale per “integrare la variabile ambiente nel procedimento decisionale pubblico a tutti i livelli di governo e per accrescere la trasparenza riguardo agli effetti delle politiche dei poteri pubblici sull’ambiente

Il Bilancio Ambientale è, dal 2020, uno strumento operativo previsto dal Comune di Milano: inserito nel Documento Unico di Programmazione, ripreso dal Regolamento Aria e previsto come azione del Piano Aria Clima a partire dal 2021 (https://partecipazione.comune.milano.it/…/20/proposals/136.).

La sua adozione rappresenta un profondo cambiamento di paradigma nelle procedure di scelta e valutazione delle azioni di governo locale, e una evoluzione delle forme della partecipazione pubblica. Le grandi aree urbane sono oggi il principale luogo dove avviare quella “conversione ecologica” di cui parlava Langer. Milano è la prima grande città italiana a dotarsi di questo strumento.

Fissare obiettivi; verificare l’efficacia – o i limiti – delle azioni intraprese per raggiungerli attraverso una serie di indicatori pubblicamente riconosciuti (linee guida ISPRA: https://www.isprambiente.gov.it/files/pubblicazioni/manuali-lineeguida/3455_bilancio_mlg_50_2009.pdf); misurare il cammino verso una città sostenibile attraverso puntuali indici di rendicontazione: adottare il Bilancio Ambientale significa responsabilizzare l’intera comunità urbana in modo trasparente nelle scelte verso un percorso di cambiamento, coinvolgendo tutti gli attori in gioco: il decisore politico, gli stakeholder, la cittadinanza.

Il Bilancio Ambientale serve anche, forse soprattutto, a dare una visione integrata delle azioni verso la conversione ecologica: i temi della mobilità, dell’energia, del verde, delle scelte urbanistiche, del consumo di suolo e della biodiversità, sono segmenti diversi di un quadro unitario che può essere pensato, organizzato e gestito in modo integrato grazie a uno strumento nuovo del quale da oggi Milano dispone nella propria cassetta degli attrezzi necessari per costruire una città sostenibile sotto il profilo ambientale, economico e sociale.

Un passaggio importante, soprattutto nel momento in cui stanno per arrivare ingenti risorse europee per la conversione ecologica dell’economia: occasione che non possiamo sprecare.

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