La difficile scelta della Germania

La difficile scelta della Germania

di Stefano Nespor

La Germania si è lanciata in un’impresa dissennata con l’Energiewende, la rivoluzione energetica, allorché, dopo il disastro di Fukushima, la Cancelliera Merkel ha deciso l’Atomausstieg, l’uscita dal nucleare, stabilendo di spegnere l’ultimo reattore nucleare entro il 2022?

È quanto molti pensano, tenuto conto che, nell’ambito della politica di contenimento del cambiamento climatico  in attuazione degli Accordi di Parigi del 2015, la Germania ha anche fissato entro il 2038 la chiusura dell’ultimo impianto di produzione di energia elettrica basata sul carbone.

Secondo le più attendibili previsioni, la produzione di energia da fonti rinnovabili, che attualmente copre il 40% del fabbisogno di elettricità  del paese non sarà infatti sufficiente per sostituire prima l’energia nucleare e poi il carbone, tenuto conto anche del fatto che il bisogno di energia continuerà ad aumentare.

Se queste previsioni si verificheranno, la Germania – già è in difficoltà nel raggiungere gli obiettivi posti dall’Unione europea di riduzione del 40% delle emissioni di gas serra entro il 2020 (nonostante gli sforzi posti in essere, il consumo di energia è infatti cresciuto del 10% dal 1990) – rischia il collasso. Stante la pervicace opposizione dell’opinione pubblica al nucleare, unico modo per evitarlo sarà quello di rinunciare alla chiusura delle centrali a carbone e probabilmente di incrementarne il numero.

Questa soluzione però comporterebbe pesanti conseguenze, oltre che sul piano politico, sul fronte del cambiamento climatico: la Germania si troverebbe pesantemente inadempiente rispetto agli Accordi di Parigi e agli impegni assunti anche con l’Unione europea.

In definitiva, la Germania si trova nella situazione di dover scegliere tra due mali, il nucleare o il cambiamento climatico: i pericoli e i problemi posti dalle centrali nucleari che però producono energia pulita che incide in misura minima sul cambiamento climatico oppure i danni climatici posti dall’uso di combustibili fossili e, in particolar modo, dal carbone.

Sarà difficile evitarli entrambi…